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SINTESI
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RECENSIONE
Per descrivere la forza di questo romanzo basterebbe andare a guardarsi la ricca rassegna stampa che è riuscito a creare (http://www.culteditore.it/it/23/rassegna-stampa.html). Impressionante, se si pensa che è un romanzo d’esordio, e che la casa editrice è anch’essa ai suoi primi passi. Gianni Mura nella sua rubrica di fine anno su Repubblica ha inserito l’autore tra “i 100 nomi del 2009”. Del libro se ne sono occupati Gazzetta dello Sport, Repubblica, L’Informazione, Corriere dello Sport, XL di Repubblica, Radio Popolare, solo per citare le testate più note.
Le vicende principali sono due: la prima ha come sfondo il mondo del calcio giovanile, e la morbosità che riesce a creare negli adulti. Amedeo è un ragazzino che gioca bene a pallone, e ha un padre, Lorenzo, che spera di ricavarne un campione, così da uscire dalla sua vita infame, fatta di bassezze e sotterfugi. L’altra vicenda segue invece l’avventura nel giallo di Adriano, signor nullafacente che vive alle spalle della moglie, avendo come massimo punto di arrivo una televisione e delle birre.
A mettere in subbuglio la tranquilla vita di questo microcosmo italiano ci pensa uno zingaro. Un giovane zingaro dai piedi d’oro e dalla faccia sporca. Sarà lui ad attirare le peggiori attenzioni, a diventare il capro espiatorio, a fare da parafulmine per la frustrazione di tutti gli altri partecipanti a questa grottesca commedia degli orrori. “La mischia” è un ritratto efficace del nostro paese, e uno spietato spaccato di storia contemporanea. Si ride, il più delle volte di un sorriso amaro, ma è indubbiamente la verosimiglianza dell’intera vicenda quello che più colpisce nel segno.
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